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Provincia - Istituzioni unite per
il ‘Festival della poesia del Sud’ |
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| Nella foto: Palazzo Caracciolo |
ora e data news: (lunedì 24 settembre 2007 alle 12.39) |
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Provincia – Domani alle
ore 11.00 a Palazzo Caracciolo si terrà la conferenza stampa di
presentazione della III edizione del ‘Festival della poesia del Sud… e per
il Sud’. Saranno presenti la presidente Alberta De Simone, gli
assessori Francesco Barra, Gaetano Sicuranza, Luigi Mainolfi, il
consigliere Giuseppe De Mita, l’assessore comunale alla Cultura di
Avellino Giuliano Minichiello, l’on. Rosa D’Amelio, la presidente del
Consorzio Servizi Sociali ‘Alta Irpinia’ Rosanna Repole, il sindaco di
Nusco Giuseppe Del Giudice, il vicesindaco Carmine Prudente, il presidente
della Comunità Montana Terminio Cervialto Nicola Di Iorio, il sindaco di
Castelfranci Eugenio Tecce, l’assessore alla Cultura Enrico Tecce, il
sindaco di Montella Salvatore Vestuto e l’assessore alla Cultura Franco
Chieffo, il sindaco di Luogosano Giovanni Ferrante e l’assessore alla
Cultura Antonio Ferrante, il sindaco di Monteverde Franco Ricciardi e il
vice Antonio Vella, il presidente del Parco Monti Picentini Sabino Aquino,
l’editore Elio Sellino, Carmelo Sichinolfi referente MPS Alta Irpinia, la
dirigente scolastica del Liceo Classico Nusco e Montella Paola Di Natale,
i direttori artistici del Festival Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano.
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Foto della presentazione del Festival
della poesia 2007 a Palazzo Caracciolo |
L'Irpinia
rivendica un’identità culturale:
spazio alla Poesia del Sud
Avellino - La poesia del Sud e… per
il Sud: le radici irpine, la
riappropriazione di una identità
smarrita nei meandri del tempo, il
sapore di una tradizione culturale ma
anche di vita riecheggia nella
manifestazione organizzata dal comune
di Nusco, dalla Provincia di Avellino
e dal Centro di Documentazione sulla
Poesia del Sud a partire dal prossimo
29 settembre. Il tutto presentato
questa mattina a Palazzo Caracciolo
dai promotori per eccellenza Paolo
Saggese e Giuseppe Iuliano. Con
loro, al tavolo, il coordinatore
provinciale della Margherita Giuseppe
De Mita, il sindaco di Nusco Giuseppe
Del Giudice, l’assessore provinciale
Luigi Mainolfi, l’assessore alla
Cultura Francesco Barra e il sindaco
di Monteverde Francesco Ricciardi.
Insieme per dimostrare una rinnovata
attenzione verso il ‘locale’, veicolo
per proiettare nel futuro le
tradizioni di una terra ricca di
cultura e di dignità propria, fattore
che con il tempo sta oscurando i suoi
connotati. Ma il vero proposito è
quello di far riappropriare la poesia
del Sud del ruolo che le compete a
livello nazionale, contro una insana
forma di marginalizzazione divenuta
dinamica portante del contesto
letterario. Un processo che sta
mortificando la produzione poetica
locale e non ne consente la diffusione
che le spetta. Nel contesto della
poesia si inseriscono poi i giovani a
cui spetta un ruolo centrale da
analizzare partendo da due punti di
vista. In primis appare paradossale
che nelle scuole irpine e dell’intero
meridione i poeti locali non siano
oggetto di studio nonostante si possa
vantare una ricca produzione. In
secondo luogo il giovane dismette la
veste di allievo e acquista quella di
protagonista, mente eletta dalla quale
si possono ricavare idee e opere.
Insomma, i giovani diventano poeti. E
non è detto che ‘per far fortuna’
debbano trasferirsi altrove. Il
territorio ha l’obbligo di fornire a
chi ne ha le competenze il modo per
emergere e lo spazio per acquisire un
ruolo definito. Tutto questo è stato
oggetto di analisi e confronto in un
dibattito in cui non sono mancati
spunti significativi ed osservazioni
mirate.
Gli interventi
Paolo Saggese: “Siamo
pronti ad affrontare il terzo circuito
di un itinerario geografico e
culturale, rispettandone le
linee-guida prefissate. E a completare
un discorso, nel nome della poesia.
Una scelta letteraria e di vita che ci
vede ancora protagonisti in
un'iniziativa prismatica che vuole
coinvolgere Istituzioni, scuole,
rappresentanti del modo accademico,
critici ed autori. Il percorso, ricco
di suggestioni, indica anche la
volontà e la coscienza di fare
chiarezza. Uno sguardo curioso e
scarnificatore – umano ed umanista –
dentro la poesia meridionale,
comprensivo di ogni regione,
rispettoso di ogni diversità di temi e
di stile e, senza alcuna sordità,
disponibile ad ogni ampiezza di voce.
Consacrata o anonima; squillante o
afona; corale o solitaria. Lo facciamo
senza trionfalismi, pronti a sostenere
l'impegno di una scelta e a rinnovare
la sfida per sfrondare ogni ‘siepe’”.
Giuseppe De Mita: “Siamo di
fronte ad una delle manifestazione più
rilevanti da punto di vista culturale
sotto un duplice aspetto. Il Festival
ha innanzitutto il sapore della
rivendicazione, la voglia di riscatto
dalla marginalizzazione in cui è stata
relegata la poesia del Sud,
localizzata in un non luogo. Inoltre
abbiamo a nostra disposizione un mezzo
per recuperare la dimensione poetica
del nostro vivere. Oggi si parla
sempre di istituzioni. E le
istituzioni sono schiacciate in una
dimensione prosaica, fangosa. Oggi ci
viene offerta invece la possibilità di
riflettere sul senso del vivere in
questi luoghi. Proprio per questo in
quanto istituzioni abbiamo l’obbligo
di aiutare chi ha idee ad occupare il
proprio spazio di visibilità”.
Francesco Barra: “La
valenza culturale e civile della
manifestazione si presenta da se. Tre
sono le dimensioni fondanti: una
culturale-letteraria generale, una
civile meridionalista ed un’altra di
attualizzazione. Perché si vogliono
promuovere le forze poetiche che oggi
sono presenti sul territorio”.
Luigi Mainolfi: “Oggi si
avverte l’esigenza di educare alla
cultura, processo fondamentale ai fini
dello sviluppo. In questo modo si
ricavano vantaggi che si ripercuotono
nella società generando un circuito
virtuoso. In Irpinia non è mai stata
data abbastanza importanza a queste
risorse. Con questo Festival ci viene
offerta invece la possibilità di
evitare che le nostre risorse
intellettive si trasferiscano altrove
e l’arte verrà sviluppata in loco”.
Giuseppe Del Giudice: “Una
intuizione felice: affrontare in
maniera organica la poesia del Sud. Il
festival mette insieme una quantità di
elementi utili e di larghissimo
respiro. Quest’anno, infatti,
attraversa cinque comuni tra cui
Avellino che deve riappropriarsi del
ruolo e dell’identità di centro
culturale. Le istituzioni devono
accompagnare questo ed altri processi
similari senza essere sempre
protagonisti”. (di Manuela Di
Pietro)
(martedì 25 settembre 2007 alle
13.54) |
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